Dicono di noi

Il territorio albese ha sempre espresso fermenti artistici e culturali che, nati da intuizioni singole o collettive, hanno prodotto movimenti artistici variegati e complessi che, sempre e comunque, hanno realizzato momenti culturali di vivo interesse.
Anche lo "Studio 13" nasce con grandi ambizioni, come laboratorio con vocazione accademica, teso alla sperimentazione di nuove tecniche, alla ricerca di un nuovo modo di fare e proporre arte, all'associazione di esperienze artistiche provenienti da percorsi diversi, con l'intendimento di confrontarsi, ricreare, migliorare e differenziare.
In un campo così variegato, ove molti intraprendono un cammino lungo e faticoso, dove è sempre più difficile essere al tempo stesso originali e se stessi, propositivi e appassionati e, alla lunga, non molti hanno la costanza di proseguire, rinnovandosi nella ricerca e nelle tematiche, l'Amministrazione Comunale vede con molto favore questo nuovo tentativo di dar vita ad un "cenacolo" artistico e culturale che, aggregando artisti provenienti da precedenti esperienze, più o meno lunghe, vuole offrire alla città nuove sensazioni e stimolanti occasioni di confronto e discussione.
Auguro vivamente allo "Studio 13" di riuscire nel suo intento e di suscitare nell'ambiente albese quelle occasioni artistiche e culturali che in passato la nostra città ha vissuto.

Giuseppe Rossetto
SINDACO DI ALBA

Alba è sempre più una città turistica, non soltanto nel classico periodo autunnale, come accadeva un tempo, ma in tutti i momenti dell'anno: è questa ormai una realtà conclamata che possiamo verificare quotidianamente, percorrendo le strade del centro o le colline dei dintorni.

Aumentano di anno in anno i turisti, italiani e stranieri, che vengono a farci visita attratti dal nostro paesaggio, dalla nostra enogastronomia sempre più apprezzata, dalle bellezze architettoniche che questa zona possiede.
Un insieme di fattori che ci danno molte possibilità di richiamo, un'offerta dalle molteplici sfaccettature, completa e diversificata.

E' importante che la nostra città sappia offrire anche sempre maggiori spunti culturali per valorizzare al meglio tutte le espressioni e le opportunità del territorio.

Ben vengano quindi occasioni come quelle promosse dal Centro "Studio 13", che arricchiscono ed esaltano la nostra città, riaffermando l'importanza della cultura e dell'arte nel contesto promozionale di Alba e del suo territorio.

L'ASSESSORE ALLA CULTURA L'ASSESSORE AL TURISMO
Bruno Ceretto Alberto Cirio

La nascita del Centro Arte e Cultura "Studio 13" è un'importante e raro avvenimento culturale che arricchisce la città di Alba di una nuova associazione che si ripromette di essere attiva sul territorio, promuovendo mostre e corsi di approfondimento. Dai 13 artisti fondatori, tutti ci aspettiamo un forte contributo all'accrescimento della conoscenza dell'arte da parte degli albesi e per loro altrettanta visibilità e soddisfazione.

Augusto Martini
(FONDAZIONE FERRERO)

... Quasi come guardare un puzzle del quale non conosci l'immagine finale, ma del quale intuisci però, che ogni tessera è quella successiva, esattamente quella che ti permetterà di arrivare a comporre il mosaico.
E' stata questa la prima emozione percepita tra le mura della sede del Centro d'Arte e Cultura "Studio 13".
Conosco e apprezzo Teresa Uhlmann da tempo, solo lei di questo gruppo, ma è un poco come funziona con gli amici degli amici, si apprezzano anche loro istintualmente, sebbene uno non li abbia mai incontrati.
Ho visto, però, le opere di tutti, chiariamo, quelle esposte in quel momento, in quell'ora, e, davanti ai miei occhi e dentro il mio cuore si è ricomposta un'immagine che mi ha ricordato una valida orchestra che vibra suoni soavi proprio perché differenti sono gli strumenti.
Un enorme grazie per le sensazioni che sapete regalare.

Savina Sciacqua
(giornalista)

"Studio 13", teorema di arte e cultura

Alla domanda se siano sufficienti conoscenze e tecniche acquisite a scuola o frequentando quelle che un tempo si chiamavano "botteghe d'arte" per fare di un pittore o di uno scultore un artista, la mia risposta è negativa. Tecniche in campo grafico-pittorico (grafite, carboncino, sanguigna, pastello, acrilico, acquerello, aerografo, tempera, olio), tecniche miste in modellato (creta, terracotta, gesso, resine), disegno geometrico, progettazione architettonica, grafica e design possono essere il risultato dell'incontro formativo tra persone e discipline di indirizzo. Risultato di percorso, di studio e trattandosi di strumenti, di tecniche pittoriche e di modellazione, ovviamente risultati appariscenti che possono appagare l'occhio e dare soddisfazione all'umana vanità di chi di quegli strumenti e di quelle tecniche si è impadronito.
Quando un gruppo di persone si mettono in "cerchio" tra di loro comunicando non solo da un punto di vista "tecnico" ma anche creativo, dando vita ad un Centro di Arte e Cultura come il nascente "Studio 13" allora c'è in gioco qualcosa di diverso.
L'imperativo dell'originalità nell'arte, l'idea della necessità di una continua innovazione, ha radici lontane. Oggi, per fortuna, i due ruoli antagonistici tanto cari alla durevole mitologia dell'arte ottocentesca, che al tiranno accademico e conservatore oppone l'eroe positivo indipendente e progressista, sono paradigmi obsoleti che ci siamo lasciati alle spalle.
Oggi sappiamo che l'esperienza artistica è esperienza di viaggio, di incontro, di attesa e di superamento. Molte opere proposte dagli autori dello "Studio 13" sono opere di quieta perfezione, prive in apparenza di segni di sforzo o di contrasto. Ad una prima lettura sembra non esserci in queste opere traccia di un trionfo artistico sulle difficoltà, né mostra di padronanza di superamento del limite, ma solo la testimonianza di un profondo e totale sodalizio tra la mano, l'occhio e la mente. Per quel poco che conosco di alcuni componenti del gruppo, che ho seguito negli anni e ai quali mi lega un rapporto di conoscenza e di condivisione, so che questa prima impressione è ingannevole. Trasponendo sulla tela una alla volta inquietudini ed emozioni provate, cercando nella scultura l'equilibrio narrativo che le si vuole attribuire, gli artisti dello "Studio 13" sono riusciti a comporre con grande precisione l'insieme di un desiderio comune, come se si fosse trattato di disporre i diversi tasselli di un mosaico. E questi tasselli, ognuno per la sua parte, rivelano il lento e prolungato travaglio che ha permesso a ciascuno di sentirsi artista, di far emergere la sensibilità d'animo, il gusto, lo stile, condizioni che concorrono a superare le qualità di contorno imbavagliate agli aspetti tecnici di contesto.
La cosa importante che ho respirato a pieni polmoni visitando lo spazio espositivo aperto vicino a piazza San Giovanni è la composizione spontanea, quasi occasionale, che emerge dagli accostamenti e dalle linee di costruzione, senza soverchianti preoccupazioni di esposizione pubblica o di giudizio, di regole da applicare o di critici cui sottoporsi, come se il piacere
condiviso, il comune denominatore, fosse soltanto quello di mettersi in gioco, di far emergere la propria e appassionata visione del mondo, facendo appello alle facoltà espressive che ciascuno ritiene più congeniali. Uno spazio espositivo che ci permette di seguire in dettaglio lo sviluppo artistico di chi sente il bisogno di iniziare un discorso e non vuole farlo standosene in solitudine, appartato. Uno spazio che rivela subito, senza inutili e artificiosi paludamenti, un preciso legame con il tradizionale immaginario pittorico e letterario di questa nostra terra e non vuole precludere a nessuno elementi essenziali di raccordo con la cultura nelle sue specificità più contrapposte. Come un invito diretto ed esplicito al dialogo e al confronto di cui si avverte oggi la necessità estrema.

Donato Bosca

Una nuova occasione per accostarsi all'arte, alla cultura, in un angolo affascinante del centro storico di Alba.
Un'esposizione importante, poiché consente uno sguardo sulle realtà artistiche locali e per dare il giusto risalto alle opere dei 13 artisti associati, che espongono nella collettiva e che saranno sicuramente protagonisti di mostre e manifestazioni anche nel futuro.

Anna Manera
(giornalista)

E' sotto il segno del numero fortunato per eccellenza che nasce l'associazione di artisti formatasi ad Alba.
Lo "Studio 13", appunto, è il nome della nuova associazione culturale che il prossimo 15 giugno 2002 prenderà ufficialmente vita nello studio di via Macrino 5.
Tredici artisti del Piemonte si sono incontrati, hanno seguito la loro ispirazione culturale, il filo conduttore del colore e della passione per la cultura, decidendo di fare arte insieme per arricchirsi individualmente e far conoscere la propria arte al pubblico.
Lo scopo dei Maestri fondatori (in ordine alfabetico): Carola Balma, Stefano Calosso, Luigi Carbone, Ileana Genta, Angela Manfredi, Salvatore Milano, Remo Salcio, Giuseppe Sappa, Tiziana Servetti, Gualtiero Tarenzi, Antonella Tavella, Teresa Uhlmann, Giovanni Venturini, non nasce da una necessità meramente commerciale o esibizionistica, ma dalla ricerca di un nuovo modo di fare e proporre arte. Arte con la A maiuscola, che tra i rinomati artisti della zona, undici pittori e due scultori, diventa creazione, talvolta anche collettiva, nell'ambito di questo grazioso "cenacolo" aperto al pubblico.
Finalmente nelle loro mani, nel respiro dei colori di questi artisti l'espressione figurativa diventa materia tangibile.
Lo "Studio 13" unisce le loro distinte espressioni; lo studio nasce infatti come laboratorio con vocazione accademica, dove gli stessi sperimentano nuove tecniche, elaborano lavori, creano all'istante, si incontrano per discorrere di arte, di prospettive e naturalmente per incontrare chi ha ancora sete di cultura e di vera arte.

Una garanzia e una ricchezza per il nostro territorio, la cui arte si sta scoprendo lentamente, con sempre crescente stupore per ciò che la natura e l'uomo hanno saputo creare e stanno valorizzando. Anche i 13 artisti piemontesi rientrano in questo processo di valorizzazione e scoperta…
Vale la pena conoscerli e visitare lo studio in via Macrino, non tanto perché sede dell'associazione, ma perché epicentro di una feconda produzione artistica da cui si possono attingere svariate esperienze artistiche e nello stesso tempo trovare un'unica motivazione di necessità espositiva: creare, per ricreare insieme, migliorarsi, differenziarsi, allontanarsi per poi ritrovarsi nell'arte colorata, senza tradire lo spirito collettivo che ha posto le basi all'associazione.

Irene Bottero
(giornalista e scrittrice)

GLI ARTISTI DEL PALIO

Il dipinto del palio 2003 è stato affidato quest'anno, dall'Ente Fiera Nazionale del Tartufo, al "Centro di Arte e Cultura Studio 13", recentemente costituito in Alba.
Hanno lavorato tredici artisti, con tredici tavolozze e pennellate diverse, per tredici torri.
Insieme, hanno messo le tredici idee, studiate, meditate realizzando un'opera che sicuramente passerà alla storia; un capolavoro artistico, ricco di emozioni, degno di essere adottato come logo professionale della Giostra delle Cento Torri.

Il drappo del palio 2003 rappresenta un percorso pittorico nel tempo: dall'Alba Pompeia alla letteratura del 900, all'economia dei giorni nostri. Rispecchia, nell'insieme, tutti i valori di Alba e del suo territorio: dalle Torri, all'Alta Langa, alle colline Roerine; dall'arte ai vigneti e frutteti; dai personaggi della cultura, all'inserimento di mano d'opera arrivata da fuori continente; dai boschi alle lotte partigiane, al miracolo economico della città e del comprensorio.

Un'opera non facile da realizzare, ma perfettamente riuscita, grazie ad un buon progetto guida, ad un ottimo coordinamento, all'alta professionalità dei tredici Artisti ed al loro amore per l'arte e per la nostra terra. Soffermandoci sul dipinto del palio 2003 emerge un elemento pittorico significativo: una linea geometrica: un semicerchio con due linee guida, che intendono far capire il collegamento del territorio albese, Langhe, Roero, con il mondo, via terra e spazio, nonché l'importanza della zona con le sue industrie, i vini, i tartufi, il turismo, il cioccolato, le nocciole, l'editoria. Un altro elemento particolare è rappresentato dal sole, dalla luna e dal cielo, quest'ultimo con un celeste meraviglioso, con sensazioni che ricordano l'immenso. Potrebbe significare la cortesia verso una terra dove l'uomo sa capire il suo destino.

Il drappo del palio è il simbolo delle tradizioni, della autentica cultura locale, della capacità imprenditoriale della nostra gente. Mai come quello di quest'anno è stato così interessante e coinvolgente; è una armonia di sensazioni che affascinano e stupiscono.

Carlo Gramaglia