Il territorio
albese ha sempre espresso fermenti artistici e culturali che, nati da intuizioni
singole o collettive, hanno prodotto movimenti artistici variegati e complessi
che, sempre e comunque, hanno realizzato momenti culturali di vivo interesse.
Anche lo "Studio 13" nasce con grandi ambizioni, come laboratorio
con vocazione accademica, teso alla sperimentazione di nuove tecniche, alla
ricerca di un nuovo modo di fare e proporre arte, all'associazione di esperienze
artistiche provenienti da percorsi diversi, con l'intendimento di confrontarsi,
ricreare, migliorare e differenziare.
In un campo così variegato, ove molti intraprendono un cammino lungo
e faticoso, dove è sempre più difficile essere al tempo stesso
originali e se stessi, propositivi e appassionati e, alla lunga, non molti hanno
la costanza di proseguire, rinnovandosi nella ricerca e nelle tematiche, l'Amministrazione
Comunale vede con molto favore questo nuovo tentativo di dar vita ad un "cenacolo"
artistico e culturale che, aggregando artisti provenienti da precedenti esperienze,
più o meno lunghe, vuole offrire alla città nuove sensazioni e
stimolanti occasioni di confronto e discussione.
Auguro vivamente allo "Studio 13" di riuscire nel suo intento e di
suscitare nell'ambiente albese quelle occasioni artistiche e culturali che in
passato la nostra città ha vissuto.
SINDACO DI ALBA
Alba è sempre più una città turistica, non soltanto nel classico periodo autunnale, come accadeva un tempo, ma in tutti i momenti dell'anno: è questa ormai una realtà conclamata che possiamo verificare quotidianamente, percorrendo le strade del centro o le colline dei dintorni.
Aumentano di
anno in anno i turisti, italiani e stranieri, che vengono a farci visita attratti
dal nostro paesaggio, dalla nostra enogastronomia sempre più apprezzata,
dalle bellezze architettoniche che questa zona possiede.
Un insieme di fattori che ci danno molte possibilità di richiamo, un'offerta
dalle molteplici sfaccettature, completa e diversificata.
E' importante che la nostra città sappia offrire anche sempre maggiori spunti culturali per valorizzare al meglio tutte le espressioni e le opportunità del territorio.
Ben vengano quindi occasioni come quelle promosse dal Centro "Studio 13", che arricchiscono ed esaltano la nostra città, riaffermando l'importanza della cultura e dell'arte nel contesto promozionale di Alba e del suo territorio.
Bruno Ceretto Alberto Cirio
La nascita del Centro Arte e Cultura "Studio 13" è un'importante e raro avvenimento culturale che arricchisce la città di Alba di una nuova associazione che si ripromette di essere attiva sul territorio, promuovendo mostre e corsi di approfondimento. Dai 13 artisti fondatori, tutti ci aspettiamo un forte contributo all'accrescimento della conoscenza dell'arte da parte degli albesi e per loro altrettanta visibilità e soddisfazione.
(FONDAZIONE FERRERO)
... Quasi come
guardare un puzzle del quale non conosci l'immagine finale, ma del quale intuisci
però, che ogni tessera è quella successiva, esattamente quella
che ti permetterà di arrivare a comporre il mosaico.
E' stata questa la prima emozione percepita tra le mura della sede del Centro
d'Arte e Cultura "Studio 13".
Conosco e apprezzo Teresa Uhlmann da tempo, solo lei di questo gruppo, ma è
un poco come funziona con gli amici degli amici, si apprezzano anche loro istintualmente,
sebbene uno non li abbia mai incontrati.
Ho visto, però, le opere di tutti, chiariamo, quelle esposte in quel
momento, in quell'ora, e, davanti ai miei occhi e dentro il mio cuore si è
ricomposta un'immagine che mi ha ricordato una valida orchestra che vibra suoni
soavi proprio perché differenti sono gli strumenti.
Un enorme grazie per le sensazioni che sapete regalare.
(giornalista)
Alla domanda
se siano sufficienti conoscenze e tecniche acquisite a scuola o frequentando
quelle che un tempo si chiamavano "botteghe d'arte" per fare di un
pittore o di uno scultore un artista, la mia risposta è negativa. Tecniche
in campo grafico-pittorico (grafite, carboncino, sanguigna, pastello, acrilico,
acquerello, aerografo, tempera, olio), tecniche miste in modellato (creta, terracotta,
gesso, resine), disegno geometrico, progettazione architettonica, grafica e
design possono essere il risultato dell'incontro formativo tra persone e discipline
di indirizzo. Risultato di percorso, di studio e trattandosi di strumenti, di
tecniche pittoriche e di modellazione, ovviamente risultati appariscenti che
possono appagare l'occhio e dare soddisfazione all'umana vanità di chi
di quegli strumenti e di quelle tecniche si è impadronito.
Quando un gruppo di persone si mettono in "cerchio" tra di loro comunicando
non solo da un punto di vista "tecnico" ma anche creativo, dando vita
ad un Centro di Arte e Cultura come il nascente "Studio 13" allora
c'è in gioco qualcosa di diverso.
L'imperativo dell'originalità nell'arte, l'idea della necessità
di una continua innovazione, ha radici lontane. Oggi, per fortuna, i due ruoli
antagonistici tanto cari alla durevole mitologia dell'arte ottocentesca, che
al tiranno accademico e conservatore oppone l'eroe positivo indipendente e progressista,
sono paradigmi obsoleti che ci siamo lasciati alle spalle.
Oggi sappiamo che l'esperienza artistica è esperienza di viaggio, di
incontro, di attesa e di superamento. Molte opere proposte dagli autori dello
"Studio 13" sono opere di quieta perfezione, prive in apparenza di
segni di sforzo o di contrasto. Ad una prima lettura sembra non esserci in queste
opere traccia di un trionfo artistico sulle difficoltà, né mostra
di padronanza di superamento del limite, ma solo la testimonianza di un profondo
e totale sodalizio tra la mano, l'occhio e la mente. Per quel poco che conosco
di alcuni componenti del gruppo, che ho seguito negli anni e ai quali mi lega
un rapporto di conoscenza e di condivisione, so che questa prima impressione
è ingannevole. Trasponendo sulla tela una alla volta inquietudini ed
emozioni provate, cercando nella scultura l'equilibrio narrativo che le si vuole
attribuire, gli artisti dello "Studio 13" sono riusciti a comporre
con grande precisione l'insieme di un desiderio comune, come se si fosse trattato
di disporre i diversi tasselli di un mosaico. E questi tasselli, ognuno per
la sua parte, rivelano il lento e prolungato travaglio che ha permesso a ciascuno
di sentirsi artista, di far emergere la sensibilità d'animo, il gusto,
lo stile, condizioni che concorrono a superare le qualità di contorno
imbavagliate agli aspetti tecnici di contesto.
La cosa importante che ho respirato a pieni polmoni visitando lo spazio espositivo
aperto vicino a piazza San Giovanni è la composizione spontanea, quasi
occasionale, che emerge dagli accostamenti e dalle linee di costruzione, senza
soverchianti preoccupazioni di esposizione pubblica o di giudizio, di regole
da applicare o di critici cui sottoporsi, come se il piacere
condiviso, il comune denominatore, fosse soltanto quello di mettersi in gioco,
di far emergere la propria e appassionata visione del mondo, facendo appello
alle facoltà espressive che ciascuno ritiene più congeniali. Uno
spazio espositivo che ci permette di seguire in dettaglio lo sviluppo artistico
di chi sente il bisogno di iniziare un discorso e non vuole farlo standosene
in solitudine, appartato. Uno spazio che rivela subito, senza inutili e artificiosi
paludamenti, un preciso legame con il tradizionale immaginario pittorico e letterario
di questa nostra terra e non vuole precludere a nessuno elementi essenziali
di raccordo con la cultura nelle sue specificità più contrapposte.
Come un invito diretto ed esplicito al dialogo e al confronto di cui si avverte
oggi la necessità estrema.
Una nuova occasione
per accostarsi all'arte, alla cultura, in un angolo affascinante del centro
storico di Alba.
Un'esposizione importante, poiché consente uno sguardo sulle realtà
artistiche locali e per dare il giusto risalto alle opere dei 13 artisti associati,
che espongono nella collettiva e che saranno sicuramente protagonisti di mostre
e manifestazioni anche nel futuro.
(giornalista)
E' sotto il
segno del numero fortunato per eccellenza che nasce l'associazione di artisti
formatasi ad Alba.
Lo "Studio 13", appunto, è il nome della nuova associazione
culturale che il prossimo 15 giugno 2002 prenderà ufficialmente vita
nello studio di via Macrino 5.
Tredici artisti del Piemonte si sono incontrati, hanno seguito la loro ispirazione
culturale, il filo conduttore del colore e della passione per la cultura, decidendo
di fare arte insieme per arricchirsi individualmente e far conoscere la propria
arte al pubblico.
Lo scopo dei Maestri fondatori (in ordine alfabetico): Carola Balma, Stefano
Calosso, Luigi Carbone, Ileana Genta, Angela Manfredi, Salvatore Milano, Remo
Salcio, Giuseppe Sappa, Tiziana Servetti, Gualtiero Tarenzi, Antonella Tavella,
Teresa Uhlmann, Giovanni Venturini, non nasce da una necessità meramente
commerciale o esibizionistica, ma dalla ricerca di un nuovo modo di fare e proporre
arte. Arte con la A maiuscola, che tra i rinomati artisti della zona, undici
pittori e due scultori, diventa creazione, talvolta anche collettiva, nell'ambito
di questo grazioso "cenacolo" aperto al pubblico.
Finalmente nelle loro mani, nel respiro dei colori di questi artisti l'espressione
figurativa diventa materia tangibile.
Lo "Studio 13" unisce le loro distinte espressioni; lo studio nasce
infatti come laboratorio con vocazione accademica, dove gli stessi sperimentano
nuove tecniche, elaborano lavori, creano all'istante, si incontrano per discorrere
di arte, di prospettive e naturalmente per incontrare chi ha ancora sete di
cultura e di vera arte.
Una garanzia
e una ricchezza per il nostro territorio, la cui arte si sta scoprendo lentamente,
con sempre crescente stupore per ciò che la natura e l'uomo hanno saputo
creare e stanno valorizzando. Anche i 13 artisti piemontesi rientrano in questo
processo di valorizzazione e scoperta
Vale la pena conoscerli e visitare lo studio in via Macrino, non tanto perché
sede dell'associazione, ma perché epicentro di una feconda produzione
artistica da cui si possono attingere svariate esperienze artistiche e nello
stesso tempo trovare un'unica motivazione di necessità espositiva: creare,
per ricreare insieme, migliorarsi, differenziarsi, allontanarsi per poi ritrovarsi
nell'arte colorata, senza tradire lo spirito collettivo che ha posto le basi
all'associazione.
(giornalista e scrittrice)
Il dipinto
del palio 2003 è stato affidato quest'anno, dall'Ente Fiera Nazionale
del Tartufo, al "Centro di Arte e Cultura Studio 13", recentemente
costituito in Alba.
Hanno lavorato tredici artisti, con tredici tavolozze e pennellate diverse,
per tredici torri.
Insieme, hanno messo le tredici idee, studiate, meditate realizzando un'opera
che sicuramente passerà alla storia; un capolavoro artistico, ricco di
emozioni, degno di essere adottato come logo professionale della Giostra delle
Cento Torri.
Il drappo del palio 2003 rappresenta un percorso pittorico nel tempo: dall'Alba Pompeia alla letteratura del 900, all'economia dei giorni nostri. Rispecchia, nell'insieme, tutti i valori di Alba e del suo territorio: dalle Torri, all'Alta Langa, alle colline Roerine; dall'arte ai vigneti e frutteti; dai personaggi della cultura, all'inserimento di mano d'opera arrivata da fuori continente; dai boschi alle lotte partigiane, al miracolo economico della città e del comprensorio.
Un'opera non facile da realizzare, ma perfettamente riuscita, grazie ad un buon progetto guida, ad un ottimo coordinamento, all'alta professionalità dei tredici Artisti ed al loro amore per l'arte e per la nostra terra. Soffermandoci sul dipinto del palio 2003 emerge un elemento pittorico significativo: una linea geometrica: un semicerchio con due linee guida, che intendono far capire il collegamento del territorio albese, Langhe, Roero, con il mondo, via terra e spazio, nonché l'importanza della zona con le sue industrie, i vini, i tartufi, il turismo, il cioccolato, le nocciole, l'editoria. Un altro elemento particolare è rappresentato dal sole, dalla luna e dal cielo, quest'ultimo con un celeste meraviglioso, con sensazioni che ricordano l'immenso. Potrebbe significare la cortesia verso una terra dove l'uomo sa capire il suo destino.
Il drappo del palio è il simbolo delle tradizioni, della autentica cultura locale, della capacità imprenditoriale della nostra gente. Mai come quello di quest'anno è stato così interessante e coinvolgente; è una armonia di sensazioni che affascinano e stupiscono.